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Quanto è pericoloso il graffio del gatto?

L'animale potrebbe avere in corpo un microrganismo che potrebbe essere trasmesso all'uomo

20 giugno 2016
| di Giuseppe Larosa
Quanto è pericoloso il graffio del gatto?

Buongiorno, vorrei avere dal dott. Larosa qualche informazione sulla malattia da graffio del gatto. Ho intenzione di prendere un gatto e mi hanno parlato del rischio di questa malattia.
Grazie,
Claudia S.


Il gatto viene considerato il serbatoio, spesso asintomatico di un microrganismo, un piccolo bacillo gram negativo, Bartonella henselae, che appartiene alla famiglia delle Bartonellaceae. È una Bartonella di recente identificazione (1997) che viene attualmente indicata come responsabile principale di alcune patologie nell'uomo, come la malattia da graffio di gatto (Cat Scratch Disease) e l'angiomatosi bacillare, malattie che colpiscono in modo particolare individui che presentano uno stato di immunocompromissione.


Nel gatto la presenza del microrganismo nel circolo ematico spesso non causa alcun sintomo clinico, potendo albergare per mesi o anni causando saltuariamente dei quadri di linfadenite. Il microrganismo nel circolo ematico è spesso associato ai macrofagi oppure ai globuli rossi, stimolando nell'animale portatore una reazione di risposta del proprio sistema immunitario che però è insufficiente ad eliminare il microrganismo. La trasmissione della "malattia" tra gatti, per via naturale, si ritiene che avvenga attraverso le pulci, per esempio quando il gatto, mordicchiandosi, ingerisce delle pulci che hanno effettuato un pasto di sangue su di un gatto portatore del parassita. Può avvenire anche durante le lotte territoriali, attraverso graffi o morsi, poiché vi è la possibilità che il microrganismo possa rimanere "albergato" in queste sedi (cavo orale e unghie) in seguito ad inquinamento con le feci di pulci che hanno effettuato il pasto di sangue sul gatto positivo e portatore di Bartonella henselae.


I gatti più colpiti dall'infezione sono i gatti che vivono all'aperto e che per le caratteristiche comportamentali nella colonia che frequentano e per la presenza, spesso elevata, di pulci sia sul loro manto ed ancora di più nell'ambiente nel quale vivono, hanno possibilità di trasmettersi rapidamente la malattia.


Per quanto riguarda i gatti che vivono in casa, da alcuni anni la percentuale di quelli che presentano pulci sul proprio corpo si è drasticamente abbassata grazie ad alcuni prodotti con i quali si riesce a tenere sotto controllo sia gli adulti di pulce che i vari stadi di sviluppo prima che queste possano diventare adulte e iniziare con i pasti di sangue. È molto importante anche il controllo delle pulci nell'ambiente domestico. Non è sufficiente, come spesso erroneamente si pensa, eliminare le pulci solo dal gatto: l'infestazione ambientale spesso numericamente è superiore rispetto a quella presente sull'animale.


Nell'uomo la malattia da graffio di gatto, può essere trasmessa sia attraverso i morsi che attraverso i graffi di felini portatori. Infatti se la pulce effettua il pasto di sangue su di un gatto che presenta nel circolo ematico il microrganismo, nelle sue feci può essere ritrovato il microrganismo che può rimanere in una fase attiva ed infettante. Questa zoonosi viene considerata una delle patologie professionali dei medici veterinari, visto che quasi giornalmente si viene graffiati o morsi da questi animali.


Ma devo tranquillizzare Claudia poichè, sia personalmente che tra i colleghi che conosco, non ho mai riscontrato o mi è stato mai riferito di infezioni da Bartonella henselae.

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